48 ore di monitoraggio del Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato non hanno dato risultati incoraggianti: i valori di PM10 infatti hanno superato i limiti un giorno su due nel capoluogo marchigiano. A soli quattro mesi dall’inizio dell’anno, la città con i suoi 39 giorni è già fuorilegge: ha esaurito i 35 superamenti del limite medio giornaliero di emissioni concessi in un anno (50 µg/m3) per la protezione della salute umana previsti dalla normativa vigente (Dm 60/2002; Dlgs. 155/2010).
Non va meglio l’inquinamento acustico: decibel sempre fuorilegge, due giorni su due.
E’ questo il quadro complessivo emerso ad Ancona dalle analisi compiute dal Treno Verde, la storica campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane realizzata con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e con il contributo di Enel Green Power. La campagna che viaggia a bordo del convoglio ambientalista, ha lo scopo di monitorare lo stato dell’inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane attraverso il laboratorio mobile della Struttura Operativa “Laboratori di Prove e Misure” di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) e di informare e sensibilizzare i cittadini sul consumo e risparmio energetico, utilizzo delle fonti rinnovabili nonché sulle buone pratiche messe in campo da moltissime città italiane ed europee verso la sostenibilità ambientale ed il conseguente miglioramento della qualità della vita.
“La situazione cittadina relativa all’inquinamento atmosferico merita alcune riflessioni – dichiara Stefano Ciafani, Vicepresidente di Legambiente- da quanto si evince dal nostro monitoraggio e dai valori registrati dalle centraline ARPAM sul territorio, la performance del capoluogo marchigiano per il PM10 non migliora rispetto al 2011. Infatti, se alla fine dello scorso anno erano 88 i giorni di superamento del limite di Legge, i 39 giorni registrati fino al 5 aprile di quest’anno, indicano una situazione immutata, se non ancora peggiore. Questi dati, evidenziano come l’emergenza smog, per quanto cronica, venga sottostimata. Le cause dell’inquinamento atmosferico sono chiare e conosciute da tempo, sono i processi industriali e di produzione di energia ed in città prevalentemente il traffico veicolare, il porto e i riscaldamenti”.
Secondo quanto emerso dalle analisi del laboratorio mobile di RFI, nei due giorni di monitoraggio, sono risultati sotto controllo i valori di benzene, biossido di zolfo, monossido di azoto, monossido di carbonio e ozono. Per quanto concerne i valori relativi alle polveri sottili, altamente dannose per la salute dell’uomo, queste si sono attestate al di sopra della soglia di guardia, un giorno su due superando, nella giornata del 5 aprile, il limite giornaliero di 50 µg/m3previsto dal Dlgs n. 155 del 13/08/2010. Il valore massimo ottenuto nei due giorni è stato quello dei 59 µg/m3, registrato nel primo giorno di osservazione.
Osservazioni analoghe si evidenziano anche dalle analisi compiute dall’equipaggio del Treno Verde che, con strumenti scientifici forniti da Con.Tec, una centralina portatile che consente di fare monitoraggi itineranti, ha effettuato un’ istantanea delle polveri sottili ad “altezza uomo” nelle giornate del 05/04 dalle 16.24 alle 17.24 e del 06/04 dalle 07.42 alle 10.02. Giovedì 05 aprile, il rilevamento ha interessato le seguenti zone: Largo Cappelli, Via Piave, Via San Martino, Via Vittorio Veneto, Via San Marcellino, Via Martiri della Resistenza per poi concludersi in Piazza Bassi. La misurazione è stata effettuata in concomitanza all’inizio della precipitazione che ha interessato la città. La media oraria registrata è stata di 55,34 µg/m3di PM10 con un 38,61% costituito da PM2,5. (*). Occorre sottolineare che, nonostante la pioggia, i valori medi siano risultati comunque fuori dalla norma. Venerdì 06 aprile, i volontari di Legambiente hanno realizzato il monitoraggio nelle seguenti zone: Passetto, Piazza IV Novembre, Viale della Vittoria, Piazza Cavour, Corso Garibaldi, Corso Stamira, Via 29 Settembre, Via Marconi per poi concludersi in Viale Giordano Bruno. La media oraria registrata è stata di 77,47 µg/m3 di PM10 con un 27,73% costituito da PM2,5. Per questo rilevamento, si riporta che i valori medi registrati risultano essere alti nonostante parte del percorso sia semi pedonale (Viale della Vittoria) ed il numero di veicoli circolanti fosse, al momento del rilevamento, inferiore ai giorni passati, a causa della chiusura di scuole, uffici e la partenza per il week end pasquale.
“Trasporto pubblico e metropolitana di superficie: sono queste le priorità per la nostra Regione – dichiarano Luigino Quarchioni, Presidente Legambiente Marche e Vitaliano D’Addato, Circolo Legambiente il Pungitopo Ancona- è evidente che le Marche negli anni hanno accumulato un deficit infrastrutturale ma è altrettanto evidente che i fondi regionali disponibili negli ultimi anni sono stati prevalentemente spesi per la viabilità su gomma. Ciò è confermato dal Rapporto Pendolaria di Legambiente, secondo il quale dal 2003 al 2010, sono stati destinati 79,06 milioni di € sulle strade e solo 4,95 milioni di euro sui binari. In percentuale sono andati all’asfalto il 94,1% dei fondi regionali, mentre al ferro solamente il 5,9%. Uno sbilanciamento a svantaggio di ferrovia e trasporto pubblico che non ha aiutato questa Regione a risolvere i problemi di mobilità e di inquinamento, sempre più gravi ed attuali e che non ha reso competitivo e moderno il nostro territorio”