TIZIANO, MAESTRO DEL COLORE IN MOSTRA AD ANCONA

Due opere imponenti, intense e immortali, due grandi capolavori del ‘500 riuniti nella rigenerata Pinacoteca Civica di Ancona e visibili fino al 30 novembre. Sono la drammatica Pala della Crocifissione e la Pala Gozzi, realizzate da Tiziano a distanza di 40 anni una dall’altra e in mostra a Palazzo Bosdari fino al 30 novembre. La mostra “Tiziano&Tiziano: due capolavori a confronto” vede anche il supporto di Msc Crociere, sponsor dell’iniziativa.  «Opportunità come queste capitano una volta ogni 100 anni – ha affermato con orgoglio la sindaca di Ancona Valeria Mancinelli- e nasce dal connubio tra una città come la nostra che scommette sul suo futuro e il mondo imprenditoriale che ha scelto di investirci». Iniziative come la mostra su Tiziano sono preziose per dare nuovo impulso alla vita culturale cittadina. Un altro tassello importante, dopo la fontana di Cucchi, il cavallo di Paladino, la mostra di Caravaggio alla Pinacoteca, le mostre alla Mole (Ecce Homo, Mc Curry) per rendere il capoluogo la vetrina artistica della regione. La Pala Gozzi vanta un primato: è la prima opera di Tiziano, allora trentenne, che ne porti la firma e la data. Accomuna i tre più importanti porti dell’Adriatico, Venezia, Ancona e Dubrovnik in continui rimandi all’arte di Raffaello. Lo sfondo storico della Crocifissione è invece quello della Controriforma, il richiamo a una fede più intensa in un periodo di dubbi e di drammi. “Si tratta di due pale d’altare destinate ad altare maggiore di chiese importanti -ha spiegato il curatore della mostra Stefano Zuffi- Tiziano è un artista travolgente che ha profuso energia e grinta alle sue opere grazie allo strumento fondamentale del colore. Dobbiamo pensare al museo non solo come una cassaforte ma come un luogo dove le opere prendono vita e ci portano a interrogarci sull’identità culturale del nostro tempo».

Forse non tutti sanno che la Crocifissione, capolavoro commissionato a Tiziano a metà del ‘500, in una notte di marzo del 1972 fu rubato da Ancona, gettando tutti nello sconforto. Iniziarono subito le ricerche e fortunatamente meno di due settimane dopo la misteriosa vicenda si concluse con il ritrovamento dell’opera. Quello che quasi nessuno sa è che una persona fu determinante nel fornire agli inquirenti preziose informazioni per le indagini: quella persona era un giovane Enzo Cucchi. Proprio lui, l’artista maestro della Transavanguardia che ha realizzato al porto antico di Ancona la Fontana dei Due Soli inaugurata poche settimane fa. Doveroso quindi un doppio ringraziamento a Cucchi, prima per averci restituito un’opera del valore inestimabile che altrimenti rischiava di finire chissà dove, poi per aver messo il suo talento e la sua creatività al servizio dell’intera città.

La mostra sarà aperta da lunedì a mercoledì su prenotazione, giovedì 11-18 , venerdì 11-20, sabato 11-20 e domenica 10-13 17-20.

Autore dell'articolo: Ilaria Traditi

giornalista, web writer, content editor

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