I robot musicali della collezione Marini traslocano alla Rocchetta Mattei

Osservando quel grande capannone a ridosso delle case, nella piccola frazione di Riola (comune di Vergato, vicino a Bologna), nessuno potrebbe immaginare cosa vi è contenuto all’interno. Una volta varcata la soglia però quello che appare davanti agli occhi è uno straordinario tesoro, fatto di musica e arte, che presto troverà una nuova casa all’interno della Rocchetta Mattei di Grizzana.

Parliamo della collezione di strumenti musicali meccanici Marino Marini, tra le più importanti al mondo, conservata dentro un magazzino di questo piccolo paese dopo essere stata acquistata in blocco nel 2007 dalla Fondazione Carisbo dagli eredi del collezionista ravennate. Comprende circa 300 esemplari accuratamente conservati e perfettamente funzionanti tra cui una sessantina di piani a cilindro, grandi organi da fiera, organi a cilindro portativi (così chiamati perchè si portavano a spalla), serinette, fonografi e grammofoni. Per non parlare degli automi musicali del ‘700, veri e propri androidi in grado di compiere movimenti complessi. Tutti pezzi unici e rari, di importante valore artistico ed economico.

In questi giorni si è registrato un certo movimento intorno a quel capannone tra collaudi e pulizie, in vista della nuova collocazione presso la celebre Rocchetta anch’essa di proprietà di Fondazione Carisbo. Sarà davvero un bel connubio quello tra l’affascinante castello, distante solo un paio di chilometri e riaperto al pubblico nel 2015, e i tesori musicali della raccolta Marini. La soluzione progettuale è già stata definita e concordata tra la Fondazione, il Comune di Grizzana, la città metropolitana di Bologna e l’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese, ora si tratta di attendere i tempi tecnici di preparazione degli strumenti, di cui è stata incaricata l’Ammi di Cesena (Associazione Musica Meccanica italiana) e la predisposizione degli ambienti.

Tra gli strumenti più rari sono da menzionare due antichi orologi a flauto di fine ‘700, un Welte Cottage Orchestrion e due Phonolizt Violina, che univano al suono del pianoforte quello di alcuni violini automatici. E ancora un piano steinway reproducing che ha al suo interno la registrazione su un foglio di carta forata fatta da Debussy e un piano a cilindro rinvenuto in una casa chiusa di Bologna, che serviva a chiamare al cospetto del cliente le signorine disponibili. La collezione fu aperta al pubblico solo una volta, nel 2015 e neanche a dirlo registrò subito un grandissimo successo. Tutti gli strumenti in mostra possono anche essere suonati dal vivo, creando atmosfere uniche e irripetibili che saranno presto fruibili a tutti.

Il mio articolo pubblicato sul Resto del Carlino, edizione Bologna, domenica 8 ottobre 2017.

Autore dell'articolo: Ilaria Traditi

giornalista, web writer, content editor

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *