SORPRESA, L’AGLIO CHE NON SA DI AGLIO SI PRODUCE NELLE MARCHE

Non sono solo vampiri e streghe a temere l’aglio ma anche noi comuni mortali. Il motivo è noto a tutti e riguarda una caratteristica peculiare di questo prodotto, ovvero il suo odore pungente e soprattutto persistente, tanto che dopo averlo consumato in genere tendiamo ad evitare incontri troppo ravvicinati con i nostri simili. Ecco perché sono rimasta sorpresa nel sapere che un’azienda di Camerano, in provincia di Ancona, la Ortoconserviera Cameranese, ha ben pensato di porre rimedio a questo spiacevole effetto collaterale producendo un tipo di aglio che grazie a un procedimento di marinatura brevettato può essere consumato senza preoccupazione alcuna. Un aglio che non sa di aglio insomma, e al quale è stata poi aggiunta la curcuma e i semi di lino.

Quando il titolare Maurizio mi ha contattata per dare visibilità a questo prodotto ho accettato la sfida con entusiasmo. Qui ve lo racconto un po’ meglio.

Curcumaglio, pronto ad essere lanciato sul mercato nazionale si vende a spicchi all’interno di barattoli e vaschette. L’aglio è un ottimo antibatterico naturale con proprietà antinfiammatorie, che aiuta a ridurre colesterolo e trigliceridi mentre la curcuma una spezia dall’alto potere antiossidante. In aggiunta anche i semi di lino, ricchi di sali minerali, vitamine ed antiossidanti.

Il processo di marinatura cui accennavo prima elimina la conversione della molecola di allina, contenuta nell’aglio, in allicina (la responsabile dell’odore pungente) consentendo di ottenere un sapore molto delicato e altamente digeribile e annullare ogni problema di alitosi. C’è anche uno studio scientifico intrapreso in collaborazione con l’Università di Camerino, responsabile scientifico la dottoressa Valeria Polzonetti, che ha evidenziato nel Curcumaglio la presenza di allina e curcuminoidi. Queste sostanze nutraceutiche, con effetto benefico sulla salute, sono state individuate e quantizzate. Una parte delle vendite, stabilita in percentuale rispetto al prezzo finale, verrà devoluta da qui ai prossimi cinque anni al Comune e all’Università di Camerino per contribuire allo sviluppo di progetti sociali a favore della comunità colpita dal sisma.

L’azienda Ortoconserviera Cameranese da tre generazioni opera nel campo dell’agroalimentare e da oltre 30 anni produce, conserva e commercializza prodotti sott’olio e sott’aceto unendo tradizione e innovazione per esaltare la cucina italiana e in particolare marchigiana.

NON SOLO AGLIO

Tra gli altri prodotti della Ortoconserviera troviamo anche i capperi al sale, i carciofi in svariate declinazioni (con gambo, grigliati, alla contadina), le cipolle (al balsamico, grigliate e in agrodolce), le melanzane condite a filetti, i funghi, i peperoni (anche farciti con tonno e acciuga), i pomodori secchi e semisecchi, le zucchine. Un’altra parte importante della produzione riguarda i prodotti farciti, le salse e i condimenti.

Ma il core business dell’azienda è rappresentato dalle olive proposte in mille varietà: nere, verdi, denocciolate, piccanti, al forno, giganti, farcite e condite. Una vera prelibatezza sono le olive nere alla marchigiana, una ricetta antichissima che si tramanda da generazioni e che l’azienda ha saputo mantenere nella sua autenticità nonostante il processo di industrializzazione. Vengono preparate con sale, aglio e finocchietto selvatico, messe in barattoli sott’olio e per tradizione si consumano nel periodo natalizio. Per il futuro l’azienda sta puntando sul recupero dell’oliva marchigiana doc e sull’ottenimento del marchio di qualità QM. Il modo più classico per gustarle è in una semplice insalata, preparata alla marchigiana, con aggiunta di finocchi crudi e spicchi di arancia.

P.s: la notizia è piaciuta, tanto che il Corriere Adriatico a firma della giornalista Agnese Testadiferro gli ha dedicato all’interno della rubrica Sonar un’intera pagina sabato 25 novembre. Qui il link.

Queste sono le soddisfazioni del mio lavoro 🙂

Autore dell'articolo: Ilaria Traditi

giornalista, web writer, content editor

2 thoughts on “SORPRESA, L’AGLIO CHE NON SA DI AGLIO SI PRODUCE NELLE MARCHE

    Rinaldo

    (28 novembre 2017 - 15:45)

    Reperibile in Gdo?

      Ilaria Traditi

      (28 novembre 2017 - 16:54)

      sì, nei supermercati a insegna Coal.
      Inoltre l’azienda sta predisponendo una nuova sezione e-commerce sul sito.

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