GARDEN SHARING, L’AIRBNB DEI GIARDINI, CERCA NUOVI SOCI. INTERVISTA AL CEO MAURO MORONI

(articolo pubblicato oggi sul Resto del Carlino, edizione Ancona)

Ormai siamo nell’era della cosiddetta sharing economy, dove tutto viene condiviso, dall’auto alla casa, dalla tecnologia agli spazi di lavoro. Ma nessuno, almeno in Italia aveva ancora pensato di mettere in condivisione giardini e spazi aperti. Lo ha fatto Mauro Moroni, imprenditore anconetano, una laurea in Ingeneria e un dottorato in Energetica che poco più di un anno fa ha fondato la start up “Garden Sharing” e che lunedì partirà con una campagna di equity crowdfunding. Ovvero una raccolta di capitali online che consente agli investitori di finanziare il progetto diventandone soci a tutti gli effetti. Obiettivo raccogliere 200mila euro in 45 giorni, così da sviluppare la app e ottimizzare il portale, oltre a investire nella comunicazione e lancio del progetto. In attesa che si faccia avanti un grosso investitore per far sbarcare “Garden Sharing” in Europa e nel mondo.

Mauro, come nasce un’idea così particolare?

«Osservando le nuove abitudini, soprattutto di viaggio, delle persone. Ho visto che tra tutte le realtà digitali quella che stava crescendo di più era Airbnb e allora ho pensato di applicare quel principio anche agli spazi aperti»

Come ha risposto ilmercato?

«C’è stato da subito grande interesse e curiosità e oggi abbiamo oltre 3500 mila spazi aperti in condivisione tra giardini, agriturismi, fattorie didattiche e agricampeggi. Ma anche soluzioni più originali come le tende yurta, le stalle o le case sull’albero»

Perchè una persona dovrebbe scegliere questo tipo di soggiorno?

«Per una serie di motivi. Garden Sharing permette di venire a contatto con gente del posto, acquisire da loro informazioni, idee e consigli utili e trascorrere tempo all’aria aperta e in contesti naturali. Inoltre le tariffe sono sensibilmente più basse rispetto a quelle di un hotel»

Quanti siete a far parte del progetto?

«Siamo quattro soci ma con la raccolta fondi che partirà lunedì chiunque potrà entrare a far parte della compagine sociale, anche investendo una piccola somma. Si parte da una quota minima di 250 euro»

Un progetto costoso quindi.

«Sì, investire in una piattaforma digitale come la nostra richiede molte risorse ma stiamo avendo grandi soddisfazioni. Abbiamo già vinto alcuni bandi e siamo stati selezionati tra le start-up più promettenti a livello europeo. E’ come avere una Ferrari in garage, ora ci serve il carburante per farla partire»

Può spiegarci meglio come funziona il portale?

«L’utente può selezionare una località, dal mare alla montagna ma anche in centro città, quindi scegliere lo spazio che preferisce e i servizi di cui ha bisogno tra quelli che i vari Gardensharer mettono a disposizione. Può viaggiare in camper o in roulotte o avere una semplice tenda da campeggio. Il pagamento poi si fa direttamente online e include una commissione per noi. Si può prenotare anche un giardino di fronte al Colosseo!»

Quanto ha influito la sua esperienza maturata in campo imprenditoriale?

«Sicuramente è stata molto importante. Sono titolare da 14 anni dell’azienda Moroni&partners, una tra le strutture di ingegneria energetica più grandi in Italia con un team di oltre 50 specialisti che opera nel settore delle fonti rinnovabili. Il mio sogno sarebbe quello di creare un distretto digitale marchigiano di eccellenza con base nella mia città»

Autore dell'articolo: Ilaria Traditi

giornalista, web writer, content editor

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