Archive for the ‘Vita anconetana’ Category

Antonio Berardi e le star, da Victoria a Lady Gaga. “Ma il paradiso è a Portonovo”

Il calore della Sicilia e il rigore dell’Inghilterra. Ecco a voi Antonio Berardi, fashion designer nato in Inghilterra da genitori siciliani, inventore della “scarpa senza tacco” e stilista delle star. Le origini sono ben riconoscibili nelle sue creazioni moda, un perfetto mix tra romanticismo e sensualità, colori forti e tessuti moderni, in cui alterna crochet a sorprendenti stampati. Classe 1968, si diploma nel 1994 al Saint Martin’s College di Londra. I primi passi nel mondo della moda li muove a fianco di John Galliano, di cui diventa collaboratore finchè non decide di fondare il suo marchio, lanciato nel ‘95 dalla cantante Kylie Minogue. Leggenda vuole che lo stilista abbia capito presto quale sarebbe stata la sua strada: si dice che all’età di nove anni, invece che pensare a calcio e figurine, iniziò a metter via i primi soldi per acquistare una giacca di Armani. Nel 1996 Berardi firma un contratto con l’azienda italiana Givuesse per la distribuzione delle sue collezioni. Nel 1999 diventa il principale stilista della casa di moda Extè, fino all’autunno 2001, quando Berardi ottiene un contratto di cinque anni con la Gibo. Vive e lavora a Milano dove crea le collezioni poi esportate in tutto il mondo e in vendita in diverse boutique monomarca. Numerose le star che lo hanno scelto come stilista di riferimento, da Victoria Beckham a Gwyneth Paltrow, da Jessica Alba alla regina Rania di Giordania e la top model Eva Herzigova.

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Sono tredici anni che ogni estate vengo a Portonovo -dichiara con un adorabile accento british- il mio piccolo angolo di paradiso”.

D’inverno le manca il mare?

Moltissimo, ecco perché in vacanza mi divido tra la mia Sicilia, in provincia di Agrigento, e Portonovo.

Nato e cresciuto nella piovosa Inghilterra, ma da genitori italiani, adesso si sente di nuovo a casa?

Fino ai 32 anni mi sono diviso tra il regno Unito e l’Italia, dove ho sempre mantenuto consulenze e impegni di lavoro. Alla fine era più il tempo trascorso qui, tanto che ho deciso di trasferirmi, prima a Bologna e poi a Milano dove porto avanti la mia linea “Antonio Berardi”

E come ha conosciuto Portonovo?

Grazie a un collaboratore anconetano a cui sono molto legato e che mi ha portato qui per la prima volta diversi anni fa.

Cosa l’affascina di questo luogo?

La quiete e il senso di appartenenza e familiarità. Si conoscono tutti e ritrovi sempre le stesse facce. Portonovo è rimasta invariata negli anni, pulita e molto curata. Da Emilia ci sono gli amici come Edoardo e poi un senso di relax introvabile da altre parti

Neanche nella terra d’origine dei suoi genitori, la Sicilia?

Sono due posti meravigliosi, la Sicilia semmai è più spartana. Vado sempre in una spiaggetta isolata, protetta dal Wwf e lontana dal turismo di massa: il progresso non è sempre positivo, a volte fa perdere autenticità.

Lei è noto per avr lavorato a fianco di grandi star. La più capricciosa?

Victoria Beckham, donna di classe e grande amante della moda. Se all’ultimo momento le serve un tailleur o un abito da cocktail mi telefona e vuole che sia pronto nel giro di pochi giorni. Ha anche una sua linea di abbigliamento e si autopromuove indossando le sue creazioni

Progetti futuri?

A breve termine stiamo realizzando un bellissimo abito per l’attrice Cate Blachett, in velluto rosso. Lei è stupenda, speriamo lo indossi su qualche red carpet.

E la collaborazione con Lady Gaga?

Non è in programma nessuna collaborazione, lei ha scelto di indossare il mio “abito paracadute” durante il suo video Poker face. Un onore per me, anche non ci siamo conosciuti di persona, la considero un’artista completa e in più ha origini italiane (ride ndr). Ha acceso il mondo con la sua musica

Il suo ideale di donna?

Mediterranea, formosa e sexy. Grintosa, di carattere, come le donne siciliane, che si rimboccano le maniche senza perdere mai la loro femminilità. Sono rimasto affascinato da Christina Hendricks, l’attrice dai capelli rossi della serie americana Mad men, ambientata negli anni ‘60. Una pin up tutta curve!

Un ideale lontano dalle modelle “taglia 38” che si vedono sulle passerelle

Il mondo delle modelle è come una tribù, si somigliano un po’ tutte ma è ovvio che sono lontane anni luce dalle donne comuni. Semmai fa male vedere che così giovani sono già sottoposte a forti stress lavorativi. Ma poi gli abiti che indossano alla fine vengono acquistati da donne “normali”, taglia 42-44.

L’Italia mantiene ancora il primato di capitale mondiale della moda?

Assolutamente sì, insieme alla Francia che è più sperimentale. Il Made in Italy è internazionale, frutto di un know how che non si trova in nessun altro Paese.

Che ne pensa del boom della moda low cost, alla portata di tutti, che fa sognare ispirandosi alle collezioni delle grandi griffes?

Non la vedo come una minaccia, semmai accentua ancora di più il nostro lavoro

Perché ha scelto di non farsi pubblicità?

Per gli alti costi prima di tutto. E poi lavoro benissimo grazie al passaparola

Il sogno nel cassetto?

Vedere i miei abiti indossati alla notte degli Oscar!

 

Altre due tartarughe liberate sul Cònero. Ma la Fondazione Cetacei rischia la chiusura

Sono tornate finalmente nel loro habitat Olly e Hope, le due tartarughe marine di 20 e 4 anni liberate martedì pomeriggio davanti alla suggestiva spiaggia delle Due Sorelle, a Sirolo.

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Appena fatte uscire dalla vaschetta sono subito corse a una velocità impressionante verso l’acqua per poi scomparire felici tra le onde. A osservare il lieto evento centinaia di turisti e curiosi a bordo dei traghetti Leon D’Oro e Simba, insieme ai volontari della Fondazione Cetacei di Riccione, al sindaco di Numana Marzio Carletti e all’assessore all’Ambiente della Provincia di Ancona Marcello Mariani. Si sa che i due esemplari si erano spiaggiati, probabilmente per il brusco abbassamento della temperatura dell’acqua, nel periodo di Pasqua. Dopo un periodo di alimentazione forzata gli animali si sono perfettamente rimessi in sesto e sono tornati a nuotare liberi nel nostro mare.

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A passarsela meno bene adesso è proprio la Fondazione Cetacei, onlus che si occupa della cura e del recupero di squali e delfini oltre che tartarughe, di ricerca sui cetacei, che organizza laboratori didattici e lezioni per le scuole e che non riceve più fondi per le attività. “Siamo senza stipendio da otto mesi -rivela la biologa Valeria Angelini- la situazione è molto critica visto che ci sosteniamo solo con le donazioni e i contributi pubblici”

 

Concorso fotografico nazionale, 3000 euro in palio per i migliori scatti sulla sostenibilità

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Aperto il bando per la partecipazione al primo concorso nazionale di fotografia sulla “Green economy” e “Turismo sostenibile”. Promosso da Svim, la società di sviluppo della Regione Marche nell’ambito del progetto SetCom – Programma Energie Intelligenti per l’Europa, il concorso vuole informare e sensibilizzare sui processi innovativi indotti dalla green economy e sulla transizione ad un nuovo modello energetico. In giuria Gianni Berengo Gardin, grande maestro della fotografia italiana. Il concorso si chiama “Sustainable living in changing economy” e si articola in due sezioni:

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“Nuova Economia - Green Economy: valori culturali e opportunità”, è incentrata sui cambiamenti che il nuovo rapporto tra uomo e ambiente sta generando nel tessuto economico, in particolare nell’impiego di fonti energetiche alternative e nell’introduzione di elementi d’innovazione; “Viaggio nella sostenibilità” punta l’attenzione sul turismo ecosostenibile e su esperienze di viaggio in armonia con l’ambiente.

Il concorso è aperto a tutti i fotografi, professionisti ed amatori, residenti in Italia e prevede la partecipazione anche di quanti non abbiano compiuto i 18 anni.

Le immagini, digitali e digitalizzate, a colori o in bianco e nero, dovranno essere riferite ai temi specifici proposti dalle due sezioni di concorso e dovranno pervenire, su supporto digitale (cd o dvd) a Sviluppo Marche SpA, via Martiri della Resistenza 24 - 60125 Ancona, oppure a: photoforchange@svimspa.it entro e non oltre il 21 ottobre 2010. Il regolamento del concorso è disponibile on line su www.bioforenergy.eu.

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La giuria valuterà le immagini sulla base della creatività e della qualità fotografica, nonché della rispondenza alle finalità del concorso. Quindi nominerà per ciascuna categoria di partecipanti, Senior e Junior, un vincitore per ciascun tema, oltre alle selezioni che riterrà opportune. Ai due vincitori della categoria senior (tema A e tema B) andranno 1000 euro ciascuno, ai due vincitori junior 500 euro ciascuno.

 

Naufraghi a Falconara

100 ore a mollo su una zattera di salvataggio, 5 uomini e 2 donne in balia delle onde.

Non è una puntata della serie tv Lost, ma un esperimento iniziato ieri per vedere fino a che punto possono resistere i naufraghi senza spazi vitali e come reagiranno i loro corpi e la loro psiche. L’originale test è stato ideato e organizzato dalla sezione falconarese della Lega Navale presieduta da Gabriele Ciuffolini e da pochi mesi trasferita nella nuova sede di Villanova. La prova di resistenza su zattera si chiama 100Survival ed è stata presentata domenica insieme ai 7 protagonisti: Roberto Rabboni, 44 anni, già organizzatore della traversata Italia–Croazia in canoa, il fratello Riccardo 38 anni, Roberto Bulegato, 43 anni e la figlia Nikita Bulegato17enne jesina, Martina Tiberi, 18 anni, di Chiaravalle, Massimo Olivetti, 55 anni, di Monte San Vito e Rodolfo Mengucci 45 anni, lo stesso che l’anno scorso macinò 1200 chilometri in bici da Chiaravalle fino a Lourdes.

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Foto di Marco Catalani

Non amo particolarmente il mare -ha detto Nikita- ma ho accettato la sfida. Dopo questo l’amerò o l’odierò, non ci saranno mezze misure”. “Non ci siamo allenati né preparati psicologicamente -ha rivelato Rabboni- volevamo simulare un naufragio in tutto e per tutto, un evento che non ti aspetti”. Se le coraggiose “cavie” saranno colte da tristezza, la giovane Martina potrtà allietarle con la sua voce, visto che è una cantante provetta. In ogni caso dovranno tutti dare prova di grande resistenza e adattabilità. “Una prova di privazione” come l’ha definita la psicologa Elena Grilli che fa parte dello staff medico. Mangeranno per quattro giorni gallette e barrette liofilizzate e avranno l’acqua in quantità limitata.

I 7 naufraghi durante la permanenza sulla zattera sono seguiti dallo staff medico guidato dal dottor Stefano Galassi, che sempre per amore della scienza anni fa trascorse con lo speleologo Maurizio Montalbini due mesi all’interno delle grotte di Frasassi. I protagonisti sono inoltre monitorati in telemedicina da personale Inrca. La benedizione è arrivata anche dal primo cittadino Goffredo Brandoni: “Un progetto ambizioso -ha detto- ammiro il coraggio e la forza di volontà. Seguirò la zattera dal Castello con il cannocchiale”.

 

Milo Manara espone alla Mole di Ancona

Fellini e Manara uniti dal Sogno. Un sogno che diventa memoria e pellicola per il regista riminese, un sogno che si trasforma in arte sulle tavole del maestro veronese, esposte da ieri nella sala Viani della Mole Vanvitelliana di Ancona. Ma cosa lega i due artisti?

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Una magica casualità e una grande incompiuta, “Il viaggio di G. Mastorna detto Fernet”, soggetto cinematografico che Fellini mai realizzò e che Manara ha trasposto in tavole (protagonista il volto di Paolo Villaggio) adesso esposte fino al 15 agosto negli spazi del Lazzaretto, ma anche in questo caso mai pubblicate interamente.

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Una storia a fumetti, il regalo di compleanno di Manara a Fellini nel 1985, tanto è bastato per far avvicinare il disegnatore al regista, al tempo impegnato nelle riprese di “Ginger e Fred”. Circa 50 le tavole esposte, in un percorso curato da Napoli Comicon, affiancate da quelle degli ex allievi della scuola di Comics di Jesi. “Il rapporto con Fellini è stato di amicizia e di adorazione da parte mia -ha rivelato Manara che ha incontrato il pubblico in presenza del sindaco Gramillano e dell’assessore alla Cultura Nobili- lui non raccontava la Storia, raccontava i sogni”. E ancora: “Di solito non c’è niente di più noioso del racconto di un sogno, fatta eccezione per Kafka e Fellini”. Manara snocciola aneddoti e avventure. Rivela la storia del cappello, da cui il regista non si separava mai, donato da un mago in un negozio di Torino.

A unirli la passione per le donne, così diverse quando prendevano la matita in mano per tracciarne i contorni sul foglio, così simili nella realtà. “Le gigantesse di Fellini fanno parte della dimensione della memoria -spiega Manara- ma quando, da bravi vitelloni, ci mettevamo seduti da Canova in piazza del Popolo per commentare le passanti e fare congetture sui loro corpi, ci trovavamo perfettamente d’accordo”. Manara ha indicato Tornatore come unico, possibile raccoglitore dell’eredità del maestro (“un’eredità pesantissima”) e ha elogiato la città dorica. “Conoscevo Ancona solo per il porto, mi ero imbarcato spesso per la Grecia -ha detto- trovo un’ottima operazione quella del recupero degli spazi per l’intrattenimento culturale”.  “Attenzione però -conclude ironico -non vorrei che si pensasse al fumetto come a un prodotto culturale”.

 

Le vele di Legambiente

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Sirolo e Portovo “perle” della Regione Marche, con quattro vele issate da Legambiente per premiare la qualità. Ma il presidente regionale Luigino Quarchioni “bacchetta” l’amministrazione sirolese: “Negli anni ha mostrato poca collaborazione con il Parco del Conero oltre ad aver fatto ostruzione e posto molti paletti alla realizzazione del Parco Marino. Legambiente ha chiesto di ripristinare il sentiero del Passo del Lupo, già finanziato dal Parco del Conero, sperando che i lavori inizino quanto prima. Questa posizione dell’amministrazione di Sirolo rallenta lo sviluppo a vocazione ambientale di questo territorio”.

La decima edizione della Guida Blu, che assegna le vele alle migliori località turistiche del Bel Paese è stata contraddistinta dalle punte di eccellenza della Riviera del Conero, inserite nella migliore offerta turistica italiana. La spiaggia Urbani e la zona archeologica della necropoli dei Pini a Sirolo, la Piazzetta dalla quale si raggiunge la spiaggia del Molo e il Mosciolo di Portonovo hanno permesso alle due località di sfiorare il massimo riconoscimento (5 vele). “Le località che segnaliamo ogni estate –ha commentato Quarchioni– sono quelle che hanno scommesso sulla qualità”. Comuni che garantiscono una vacanza indimenticabile e che proprio grazie a queste caratteristiche sopravvivono alla crisi”.

 

Vacanze per disabili, tra poco si parte!

Si avvicina la stagione delle vacanze e grazie all’accordo tra l’amministrazione comunale e varie associazioni di volontariato, anche i disabili potranno trascorrere il loro soggiorno in libertà, scegliendo tra diverse proposte.

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Sport, natura benessere, arte e cultura: non manca proprio niente all’interno dell‘iniziativa “Tutti in vacanza…vacanze per tutti” dal 14 giugno al 10 settembre. 27.500 euro le risorse messe a disposizione (di cui 5mila provenienti dalla Provincia) dal Comune, quasi raddoppiate rispetto al 2009, quando erano stati erogati alle associazioni del terzo settore 15mila euro. “Vogliamo sostenere iniziative più vicine al cittadino -ha detto Alfonso Napolitano, assessore ai Servizi Sociali- grazie soprattutto alle attività dei volontari impegnati sul territorio, in continuo aumento”. Le convenzioni sono state fatte con “La Carovana”, “Gli amici del piccolo principe”, “Gli amici del Samaritano”, “Fanpia”, “Associazione Marco Vive”. Campi vacanze, Estate in fattoria, Estate in compagnia, Tutti al mare…un mare per tutti” “Arianuova post scuola e pre scuola” sono i nomi delle attività pensate per circa 160 ragazzi e adulti con disabilità.

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La Carovana propone un campo vacanza a Fanano, sull’appennino modenese con escursioni in montagna e attività ludico ricreative, mentre Fanpia organizza l’estate in fattoria per bambini e adolescenti con disagio comportamentale, che si prenderanno cura di animali domestici al Pet village di Marzocca. E ancora nell’ambito dell’attività Estate in compagnia, Fanpia propone attività grafiche, manipolative, pittoriche, musica e balli di gruppo presso la sede della Fondazione Samaritano di Don Giancarlo Sbarbati. Fondazione che da parte sua porterà ragazzi e adulti al mare sulla Riviera del Conero a luglio, con uscite in mare in gommone e barca a vela. Gli amici del Piccolo Principe infine hanno organizzato tre tipologie di soggiorno: una settimana presso la casa del Barcaglione in una sorta di beauty farm tra massaggi, relax e musicoterapia, una settimana a Corvara tra escursioni e varie attività ricreative e due settimane e mezzo sempre al Barcaglione dove è prevista anche la vendemmia. “Non è sempre facile portare disabili in vacanza -ha spiegato Nicola Magnanelli, volontario de La Carovana- si fatica a trovare strutture senza barriere architettoniche a prezzi accessibili e talvolta a farsi accettare dagli ospiti normali. Ma alla fine il nostro entusiasmo vince su tutto e l’integrazione diviene un processo naturale”.

 

Due Sorelle, è scontro tra Comune e Parco

Clima sempre più rovente sulla Riviera del Conero tra il sindaco di Sirolo Moreno Misiti e l’Ente Parco del Conero. Le ragioni dello scontro riguardano la spiaggia delle Due Sorelle, che rischia di non riaprire per la stagione estiva ormai alle porte. L’apertura potrebbe slittare dopo che il Parco ha chiesto numerose integrazioni in merito alla valutazione di incidenza “che appaiono illegittime e pretestuose” secondo Misiti.

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Il tecnico incaricato dal Parco nulla aveva detto al riguardo in sede di conferenza dei servizi -prosegue- a che gioco si sta giocando? Vuole veramente il Parco riaprire la spiaggia?”. Un ritardo nella realizzazione dei lavori potrebbe compromettere i parametri qualitativi dell’acqua marina con conseguente divieto di balneazione e danno gravissimo all’economia turistica: danno che sia gli assessori regionali Donati e Moroder hanno inteso scongiurare attivandosi per quanto di competenza.

Sulla questione Due Sorelle si è espressa anche LEGAMBIENTE, che chiede maggiori tutele per il paesaggio, riserva naturale integrale. E risponde “piccata” a Misiti: “Quando fu il turismo ecocompatibile dell’escursionismo ad essere escluso, con il divieto di transito al Passo del Lupo, non si assisté alla preoccupazione attuale. Ora che è un altro tipo di turismo ad essere minacciato, circolano voci di interventi anche al costo di sacrificare quanto di più prezioso il luogo ha da offrire”.

Riguardo le azioni di ripristino della fruibilità del luogo interdetto, interventi come il disgaggio e l’eventuale redistribuzione del materiale franato e di quello già presente sull’arenile sono infatti ritenuti dall’associazione ambientalista “preoccupanti”. “La rimozione del materiale di risulta delle frane -dichiara il circolo onlus sirolese Pungitopo- eliminerebbe un’utile barriera naturale all’azione delle mareggiate, che finirebbero per colpire direttamente la falesia, accelerando l’erosione. Un’operazione del genere comporterebbe inoltre l’impiego di mezzi meccanici, che avrebbero un impatto negativo su un habitat che ospita specie vegetali molto rare e i nidi dei rapaci. Il ripristino della fruibilità è un obiettivo da perseguire ma deve essere studiato senza fretta” .

Sul danno economico e di immagine turistica conseguenti alla mancata riapertura della “perla del Conero”, il sindaco (e con lui gli operatori balneari, alberghieri, i traghettatori) si era già espresso. Ma i tempi stringono e i primi turisti già chiedono stupiti perchè non sia ancora possibile accedere alle Due Sorelle.

 

Ingiustizie quotidiane

Non ho mai usato questo blog per raccontare vicende personali. So che non interesserebbero nessuno. Ho sempre utilizzato questo spazio per dar voce piuttosto a problematiche legate all’ambiente e alla sostenibilità e anche alla vita nella mia città, Ancona. Quella stessa città dove ritengo di aver subìto una grave ingiustizia, ecco perchè per la prima volta lascerò che il mio sito “ospiti” il racconto della mia recente esperienza con la Polizia Municipale. Anche nella speranza che altri cittadini come me, vessati dalla burocrazia e dall’abuso di potere,  possano lasciare la loro testimonianza. In breve l’accaduto. Era il 23 dicembre del 2008, ero uscita di casa per gli ultimi regali di Natale. Parcheggiai la mia Punto nello spazio riservato alla corsia dell’autobus, in via XXIX settembre (per chi conosce Ancona) e alle 17.43 i vigili elevarono la multa da 80 euro, con in più la decurtazione di 2 punti patente. Pagai subito la multa, ma scordai di comunicare immediatamente i dati del proprietario del veicolo, mio padre.

Il 5 aprile 2009 arrivò a casa di mio padre una notifica in cui la Municipale chiedeva entro 60 giorni una dichiarazione sottoscritta contenente le generalità e i dati patente di colui che, al momento della multa guidava il veicolo. Poichè alla guida del veicolo c’era la sottoscritta, qualche settimana dopo ho compilato il documento con i miei dati e quelli di mio padre e la fotocopia della sua patente. Ho inviato la lettera al Comando, in ritardo rispetto ai 60 giorni previsti a partire dal 5 aprile. Nello specifico il termine ultimo per la ricezione della lettera era il 5 giugno 2009. La mia lettera è arrivata a destinazione il 9 luglio. E QUI ARRIVA IL BELLO

Non avendo più ricevuto comunicazioni dalla Municipale nè dal Comune, credevo che ormai la situazione fosse risolta. Avevo pagato la multa subito e comunicato (anche se con un mese di ritardo) i dati richiesti. Mi sbagliavo.

Il 3 ottobre 2009 arriva una nuova notifica con la richiesta di pagamento IN MISURA RIDOTTA di 259 euro e 29 centesimi entro 60 giorni. Ma, FATTO ANCORA PIU’ INCREDIBILE, la data riportata nel nuovo verbale di accertamento era quella del 13 luglio 2009!!  Ecco quanto riportato sulla lettera:

In data 13/07/2009 alle ore 11.11 nel Comune di Ancona -Comando Polizia Municipale si contesta d’ufficio che il proprietario del veicolo targato…… ha commesso infrazione perchè quale persona fisica invitata a fornire i dati completi della persona che al momento della violazione si trovava alla guida del veicolo sopracitato, ai fini della decurtazione dei punti sulla patente di guida, ometteva di comunicare gli stessi“.

Quando ho letto la data non volevo crederci. In pratica dopo aver ricevuto la mia lettera (DATATA 9 LUGLIO 2009) con la comunicazione dei dati, la Municipale ha fatto subito partire la sanzione accusandomi di averla omessa. La notifica non era già partita, il meccanismo non si era avviato, ma tutto è stato fatto dopo.

Perchè l’hanno fatto??

Sono andata personalmente a parlare, più volte, con il funzionario responsabile il quale mi ha candidamente mostrato la mia lettera datata 9 luglio 2009, da lui regolarmente ricevuta e protocollata. Perchè accusarmi di aver omesso la comunicazione QUATTRO GIORNI DOPO aver ricevuto la mia lettera? NON SO COSA PENSARE.

Non finisce qui però (spero di non tediarvi troppo, ma siamo quasi al termine). Ho deciso infatti di fare ricorso al Giudice di Pace, appellandomi alla mia buona fede. Ricorso respinto. Ho chiamato il Comando alcuni giorni fa e sapete cosa ha detto? MULTA RADDOPPIATA, IMPORTO TOTALE 518,58 EURO.  Ho sempre pagato tutte le multe, mai neanche un punto decurtato sulla patente (presa nel 2000). E adesso, per un mese di ritardo nella comunicazione dei dati,  ma soprattutto perchè un dirigente ha evidentemente deciso di accanirsi, ecco il risultato senza possibilità di replica nè di difesa. Scusate lo sfogo ma credo che la Rete sia rimasta uno dei pochi canali per manifestare il proprio dissenso e chissà, atttraverso UNA CLASS ACTION, aiutare dei normali cittadini a riappropriarsi dei loro diritti calpestati.

 

E’ morta Derna Scandali, una vita per i diritti delle donne

di Marco Catalani

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Si è spenta Derna Scandali, simbolo delle lotte per i diritti delle donne e dei lavoratori. Staffetta partigiana del Gap, militante del Pci e sindacalista Cgil nel dopoguerra, la Scandali per decenni è stata un punto di riferimento del movimento sindacale. E’ morta nella casa di riposo Benincasa di via Podesti, dove è stata allestita la camera ardente. Nata nel 1912 da un vetturino repubblicano e da un’impiegata anarchica, a 16 anni era già operaia. Personaggio chiave dell’antifascismo marchigiano, Derna Scandali è stata segretaria di cellula del Pci nel ‘44, coofondatrice dell’Udi e segretaria della commissione femminile della Camera del Lavoro di Ancona dal ‘45 al ‘55. Negli anni ‘70 passò al sindacato pensionati della Cgil. Fra le battaglie portate avanti, l’iscrizione della manodopera femminile agli istituti previdenziali, la Carta rivendicativa delle lavoratrici anconetane del ‘53, che diminuiva dal 30 al 13%, il gap salariale tra uomini e donne per le operaie delle Cartiere Miliani e delle filande della Vallesina. Si battè per la piena applicazione della legge sulla maternità e l’infanzia anche per mezzadre e statali e per la conservazione del lavoro dopo il matrimonio. I funerali si svolgeranno dopodomani al cimitero di Tavernelle: alle 10.30 è previsto un saluto nel piazzale antistante il cimitero. Unanime il cordoglio del mondo politico e sindacale. “Con lei – dice il segretario generale Cgil Manzotti – scompare una donna che dall’immediato dopoguerra si affermò come dirigente sindacale, cosa non comune all’epoca. Il suo contributo fu decisivo per il riconoscimento del ruolo delle donne, attraverso un’idea avanzata delle politiche sociali”. Il sindaco Gramillano la ricorda come “una donna forte e attiva, animata da idlai di impegno civile e da una grande passione politica: un esempio di carattere, generosità e coerenza”. Per la presidente della Provincia Casagrande, “perdiamo un pezzo di storia del sindacato, della sinistra e del movimento delle donne: non sarà facile raccogliere l’eredita che ha lasciato”.