Ingiustizie quotidiane
Posted in Consumo responsabile, In agenda, Informazione, Rassegna stampa, Sostenibilità, Vita anconetana on 05/15/2010 12:23 am by Ilaria TraditiNon ho mai usato questo blog per raccontare vicende personali. So che non interesserebbero nessuno. Ho sempre utilizzato questo spazio per dar voce piuttosto a problematiche legate all’ambiente e alla sostenibilità e anche alla vita nella mia città, Ancona. Quella stessa città dove ritengo di aver subìto una grave ingiustizia, ecco perchè per la prima volta lascerò che il mio sito “ospiti” il racconto della mia recente esperienza con la Polizia Municipale. Anche nella speranza che altri cittadini come me, vessati dalla burocrazia e dall’abuso di potere, possano lasciare la loro testimonianza. In breve l’accaduto. Era il 23 dicembre del 2008, ero uscita di casa per gli ultimi regali di Natale. Parcheggiai la mia Punto nello spazio riservato alla corsia dell’autobus, in via XXIX settembre (per chi conosce Ancona) e alle 17.43 i vigili elevarono la multa da 80 euro, con in più la decurtazione di 2 punti patente. Pagai subito la multa, ma scordai di comunicare immediatamente i dati del proprietario del veicolo, mio padre.
Il 5 aprile 2009 arrivò a casa di mio padre una notifica in cui la Municipale chiedeva entro 60 giorni una dichiarazione sottoscritta contenente le generalità e i dati patente di colui che, al momento della multa guidava il veicolo. Poichè alla guida del veicolo c’era la sottoscritta, qualche settimana dopo ho compilato il documento con i miei dati e quelli di mio padre e la fotocopia della sua patente. Ho inviato la lettera al Comando, in ritardo rispetto ai 60 giorni previsti a partire dal 5 aprile. Nello specifico il termine ultimo per la ricezione della lettera era il 5 giugno 2009. La mia lettera è arrivata a destinazione il 9 luglio. E QUI ARRIVA IL BELLO
Non avendo più ricevuto comunicazioni dalla Municipale nè dal Comune, credevo che ormai la situazione fosse risolta. Avevo pagato la multa subito e comunicato (anche se con un mese di ritardo) i dati richiesti. Mi sbagliavo.
Il 3 ottobre 2009 arriva una nuova notifica con la richiesta di pagamento IN MISURA RIDOTTA di 259 euro e 29 centesimi entro 60 giorni. Ma, FATTO ANCORA PIU’ INCREDIBILE, la data riportata nel nuovo verbale di accertamento era quella del 13 luglio 2009!! Ecco quanto riportato sulla lettera:
“In data 13/07/2009 alle ore 11.11 nel Comune di Ancona -Comando Polizia Municipale si contesta d’ufficio che il proprietario del veicolo targato…… ha commesso infrazione perchè quale persona fisica invitata a fornire i dati completi della persona che al momento della violazione si trovava alla guida del veicolo sopracitato, ai fini della decurtazione dei punti sulla patente di guida, ometteva di comunicare gli stessi“.
Quando ho letto la data non volevo crederci. In pratica dopo aver ricevuto la mia lettera (DATATA 9 LUGLIO 2009) con la comunicazione dei dati, la Municipale ha fatto subito partire la sanzione accusandomi di averla omessa. La notifica non era già partita, il meccanismo non si era avviato, ma tutto è stato fatto dopo.
Perchè l’hanno fatto??
Sono andata personalmente a parlare, più volte, con il funzionario responsabile il quale mi ha candidamente mostrato la mia lettera datata 9 luglio 2009, da lui regolarmente ricevuta e protocollata. Perchè accusarmi di aver omesso la comunicazione QUATTRO GIORNI DOPO aver ricevuto la mia lettera? NON SO COSA PENSARE.
Non finisce qui però (spero di non tediarvi troppo, ma siamo quasi al termine). Ho deciso infatti di fare ricorso al Giudice di Pace, appellandomi alla mia buona fede. Ricorso respinto. Ho chiamato il Comando alcuni giorni fa e sapete cosa ha detto? MULTA RADDOPPIATA, IMPORTO TOTALE 518,58 EURO. Ho sempre pagato tutte le multe, mai neanche un punto decurtato sulla patente (presa nel 2000). E adesso, per un mese di ritardo nella comunicazione dei dati, ma soprattutto perchè un dirigente ha evidentemente deciso di accanirsi, ecco il risultato senza possibilità di replica nè di difesa. Scusate lo sfogo ma credo che la Rete sia rimasta uno dei pochi canali per manifestare il proprio dissenso e chissà, atttraverso UNA CLASS ACTION, aiutare dei normali cittadini a riappropriarsi dei loro diritti calpestati.
e marchigiane, il neo presidente di Confindustria Marche Paolo Andreani rilancia chiedendo alla Regione di abbattere del tutto l’imposta sulle attività produttive per le imprese con un fatturato export pari al 50% di quello complessivo. “Spacca ha assicurato che rivedrà l’Irap-ha spiegato il presidente durante un incontro conviviale con la stampa ad Ancona- la Regione potrebbe fare da apripista su una questione molto sentita, visto che il costo del lavoro pesa moltissimo sulle nostre imprese”. Impossibile quindi non parlare della crisi, della stretta creditizia, delle misure regionali a sostegno delle imprese. Che clima si respira al momento presidente? “C’è unità d’intenti con le amministrazioni, ma sul pacchetto anticrisi si poteva fare di più per tutelare il manifatturiero” la risposta alle domande pressanti dei giornalisti. Andreani ha quindi difeso a spada tratta gli imprenditori, spronando ancora una volta le banche (lui che è anche vicepresidente della Carifano) a “dare fiducia” e definendo l’accordo di Basilea2 “penalizzante”, proprio come l’Irap. E ricordando che oggi il modello vincente è quello del “piccolo è bello” come dimostra la buona tenuta degli Istituti di credito cooperativo. I sindacati? “Ho apprezzato l’intervento di Angeletti (Uil) a favore della detassazione degli utili decretata dal Governo. Finalmente una voce dalla parte degli imprenditori”.

