Archive for July, 2009

I Comuni “ricicloni” delle Marche

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. I Comuni di Potenza Picena e Montelupone hanno capito meglio di tutti l’antifona, aggiudicandosi il primo posto nella classifica di Legambiente dei “Comuni ricicloni”. E non finisce qui, perchè proprio le Marche sono state la regione del centro Italia a raggiungere le posizioni più alte nelle liste di Legambiente, divise in base al numero di abitanti (al di sopra o al di sotto di 10mila). E se i due Comuni del maceratese si sono piazzati al primo posto (tra le regioni del centro), nota di merito anche a San Severino Marche, Porto Sant’Elpidio, Senigallia, Loro Piceno, Urbisaglia, Monsano, Serra dè Conti.

comuni-ricicloni

Tra gli altri riconoscimenti dell’associazione ambientalista, Serra dè Conti ha vinto nella categoria “Imballaggi in carta e cartone”, il consorzio Cosmari di Macerata per l’impiego del sistema areato, Porto Sant’Elpidio per il servizio di ritiro domicilare della frazione organica e Senigallia per la categoria “imballaggi e vetro”. La premiazione, giunta alla 16esima edizione, è avvenuta a Roma il 15 luglio alla presenza dei sindaci dei Comuni più virtuosi. Proprio come Montelupone che ha raggiunto nell’ultimo anno il 75% di raccolta differenziata, seguito da Serra Dè Conti con il 72,9%. “Questi risultati confermano l’efficacia delle politiche regionali- ha detto l’assessore regionale all’Ambiente Marco Amagliani commentando le classifiche -oltre a premiare i Comuni virtuosi vogliamo introdurre sanzioni e addizionali sul costo del conferimento in discarica per chi non raggiunge gli obiettivi”. “La maggiore sensibilità mostrata in questi anni in tema di rifiuti-ha fatto eco il responsabile scientifico di Legambiente Stefano Ciafani- è il frutto dell’impegno delle amministrazioni e della nostra associazione”.

Da sottolineare che Porto Sant’Elpidio è stato premiato da Novamont anche per i risultati conseguiti con l’impiego del sistema aerato per aver predisposto un servizio di ritiro domiciliare della frazione organica per tutta la popolazione. Nella stessa categoria si è distinto anche il Consorzio Cosmari di Tolentino per il sistema adottato nei 52 Comuni della Provincia di Macerata. Ad entrare nella graduatoria di Legambiente sono stati in tutto 1280 Comuni italiani, di cui 1112 al Nord, 41 al centro e 127 al Sud.

 

Vademecum per l’ecoturista

Le mete migliori, i tour operator più affidabili, i consigli su come partire ed essere certi di pesare il meno possibile su natura e culture del luogo. Ma anche le contraddizioni che il turismo responsabile e sostenibile non riesce comunque a risolvere. L’esperto del Wwf Roberto Furlani risponde alle domande dei  lettori nell’ultimo filo diretto prima della pausa estiva.
ecoturismo
tucano

Continua a leggere


 

La morte del lago d’Aral

da Ecologiae

lago-aral1

Il lago d’Aral, erroneamente chiamato Mare d’Aral (è salato), è tristemente noto come oggetto di uno dei disastri ambientali più gravi della storia dell’umanità, se non il più grave in assoluto. Così lo descrive Al Gore nel suo libro Earth in balance. Così lo vediamo dalle immagini riprese dal satellite (foto sopra).
L’ampiezza originaria del lago era all’incirca di 68.000 km², ma dal 1960 il volume e la superficie lacustre hanno subito un calo del 75%. Nel 2007 dell’antico specchio d’acqua era rimasto solo il 10% dell’originale.

A causare l’inaridimento, il piano sovietico del dopo guerra che ha dirottato le acque dei due immissari, Amu Darya e Syr Darya, per sviluppare le colture intensive nei territori limitrofi. Nessuno dei responsabili di questo disastro era all’oscuro delle conseguenze del dirottamento delle acque dei due unici fiumi che alimentavano il lago. Al contrario, sentite cosa dichiarava il sovrintendente al piano di sfruttamento delle acque dei fiumi a scopo agricolo Grigory Voropaev:Il nostro scopo è proprio quello di far morire serenamente il lago d’Aral

 

Feste medievali a Offagna

E Offagna uscì a riveder le stelle. E’ in arrivo la ventiduesima edizione delle “Feste medievali”, dal 18 al 25 luglio, che quest’anno avrà come titolo proprio “Paese di Magiche Stelle”. Un omaggio al desiderio di conoscenza rafforzatosi nel periodo del Medioevo, seppur affiancato da un’aura di mistero e superstizione. Perchè è proprio guardando gli astri che l’uomo ha cominciato a porsi domande profonde sulla ragione della propria esistenza. Saranno otto giorni calati nelle atmosfere dei cosiddetti “secoli bui”, tra esibizioni di sbandieratori, investiture cavalleresche, animazioni di strada, fiabe e incantesimi. Ogni giorno in programma spettacoli teatrali, concerti, danze in costumi dell’epoca tra le viuzze del borgo, illuminate da fiaccole e animate da bancarelle e caratteristiche taverne. Un appuntamento quello con le Feste Medievali che ha varcato i confini regionali, imponendosi a livello nazionale per la qualità e l’impegno organizzativo e che prevede la presenza di oltre trentamila visitatori. offagna-feste1

Anche per l’edizione 2009 le Feste si articoleranno in un ricco cartellone: da segnalare in particolare il “Torneo a cavallo” sabato 18 luglio, “esibizione dei falchi in volo” domenica 19, la “Disfida della Crescia” che coinvolgerà i quattro rioni lunedì e martedì, la fastosa “Cena medievale” giovedì sera presso il ristorante “Il cresciolo” e “Il gran ballo di mezzanotte” venerdì. Infine sabato 25 le Feste si chiuderanno prima con la cerimonia di investitura dei nuovi cavalieri della Crescia e poi, a partire dalle 23 con la “Pioggia di stelle” sul cielo di Offagna, spettacolo pirotecnico di grande suggestione. Per l’occasione saranno aperte anche varie mostre, come “Meridiane nel tempo” alla biblioteca comunale, “Le Marche nella cartografia antica” nella Chiesa del SS Sacramento oltre al Museo Paolucci e l’Armeria della Rocca, “tutte fruibili gratuitamente con il biglietto d’ingresso” come ha ricordato il presidente del Sistema Museale della Provincia di Ancona Alfonso Maria Capriolo

 

Impronta d’impresa 2009

Le imprese femminili della provincia lasciano il segno con il nuovo bando di concorso “Impronta d’impresa 2009” giunto alla quinta edizione. L’iniziativa voluta dal Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile delal Camera di Commercio di Ancona, grazie al contributo di Ubi banca popolare di Ancona mira a premiare con riconoscimenti in denaro da seimila, quattromila e tremila euro le prime tre imprese “rosa” che si sapranno distinguere nel campo dell’innovazione.

impronta-impresa

“Là dove sono presenti donne nel management -ha sottolineato la presidente del comitato Cristina Gorajski- la crisi si sente meno”. “Le idee sono un valore intangibile-ha fatto eco il presidente della Camera di Commercio Giampaolo Giampaoli-che vogliamo tutelare e sostenere”. Le imprese gestite da donne nel capoluogo sono 10.706, circa una su quattro, in crescita dell’1,6% nel secondo trimestre 2009. I settori economici che vedono maggiore presenza femminile sono agricoltura, commercio e turismo. “Faremo la nostra parte sul territorio-è intervenuto Pasquale Amodeo di Ubi banca- per tradurre un’idea in progetti reali”. La domanda di accesso al bando, cui hanno partecipato nel 2008 circa 200 imprese è reperibile sul sito della Camera di Commercio di Ancona e deve essere inviata entro il 30 settembre.

 

Irap funesta per Confindustria Marche

L’Irap funesta, parafrasando Omero, non dà pace agli industriali. Dopo una prima richiesta di alleggerire la pressione fiscale sulle impresandreani-su-irape marchigiane, il neo presidente di Confindustria Marche Paolo Andreani rilancia chiedendo alla Regione di abbattere del tutto l’imposta sulle attività produttive per le imprese con un fatturato export pari al 50% di quello complessivo. “Spacca ha assicurato che rivedrà l’Irap-ha spiegato il presidente durante un incontro conviviale con la stampa ad Ancona- la Regione potrebbe fare da apripista su una questione molto sentita, visto che il costo del lavoro pesa moltissimo sulle nostre imprese”. Impossibile quindi non parlare della crisi, della stretta creditizia, delle misure regionali a sostegno delle imprese. Che clima si respira al momento presidente? “C’è unità d’intenti con le amministrazioni, ma sul pacchetto anticrisi si poteva fare di più per tutelare il manifatturiero” la risposta alle domande pressanti dei giornalisti. Andreani ha quindi difeso a spada tratta gli imprenditori, spronando ancora una volta le banche (lui che è anche vicepresidente della Carifano) a “dare fiducia” e definendo l’accordo di Basilea2 “penalizzante”, proprio come l’Irap. E ricordando che oggi il modello vincente è quello del “piccolo è bello” come dimostra la buona tenuta degli Istituti di credito cooperativo. I sindacati? “Ho apprezzato l’intervento di Angeletti (Uil) a favore della detassazione degli utili decretata dal Governo. Finalmente una voce dalla parte degli imprenditori”.

 

Il turismo per disabili nelle Marche

sensoriabilis

 

La pesca sostenibile

Breve estratto dal libro di Antonio Attorre per Slow Food: “Le lune e il saper fare“.

pesce

“…Ormai quasi un 75% delle risorse ittiche del pianeta, secondo la Fao, è pienamente sfruttato (47%) in breve: a rischio di estinzione…”.”…Slow Food ha deciso di informarsi, appunto, di aprire una finestra sul mondo del pesce concentrando la riflessione su tre grandi filoni: le esperienze dei Presìdi del mare, anzitutto, che rappresentano una piccola preziosa indicazione di metodo, anche se è chiaro che da sole non copriranno che una piccolissima parte della domanda: la piccola pesca costiera, le tecniche manuali, antiche che non depauperano i mari, che preservano saperi e antichi mestieri ed offrono garanzie perfette di tracciabilità. Un secondo filone sarà quello del cosiddetto pesce dimenticato vale a dire tutte quelle specie, a partire dal pesce azzurro, spesso trascurate da consumatori sempre più omologati su gusti che privilegiano solo poche varietò ittiche e non tengono conto di stagionalità e risorse locali…”.

 

Goletta verde fa tappa ad Ancona

Implacabile la Goletta verde di Legambiente, che anche stavolta ha assegnato la famigerata “Bandiera nera” all’Api di Falconara, l’unica per le Marche. E poiché si tratta del sesto anno consecutivo che lo stabilimento vede la consegna del poco ambito riconoscimento, si aggiunge la dicitura “honoris causa” per la volontà di aprire due nuove centrali e un rigassificatore a largo della costa. Le indicazioni del Pear sono state scavalcate-ha attaccato il presidente di Legambiente Marche Luigino Quarchioni ieri a bordo dell’imbarcazione ormeggiata al molo Mandracchio di Ancona-la via per la sostenibilità passa attraverso le fonti di energia rinnovabile e il risparmio energetico”. goletta

Dopo di lui Cassandra Mengarelli, responsabile Servizio Acque dell’Arpam (dipartimento di Ancona) ha espresso preoccupazione per il settore della pesca, in particolare delle vongole, poiché in quell’area sono state rilevate tracce di biossido di cloro. Da oltre vent’anni impegnata ogni estate nel rilevare criticità e inquinamento delle acque nazionali, la campagna itinerante di Legambiente segnala quest’anno nella nostra regione sette punti “fortemente inquinati” alle foci dei fiumi: si tratta del Tronto, Aso, Chienti, Musone, Esino, Metauro e Foglia. Il “bollino rosso” assegnato dai tecnici che hanno effettuato i campionamenti si deve soprattutto all’intenso inquinamento batteriologico, come spiegato dal portavoce di Goletta Verde Giorgio Zampetti. I prelievi e le analisi chimiche sono state effettuate direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo e le analisi eseguite nei laboratori mobili lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. L’allarme inquinamento alle foci dei fiumi non risparmia nessuna provincia dunque e i parametri microbiologici ben sopra la media sono i coliformi fecali, streptococchi fecali, escherichia coli.

Al di là dei monitoraggi siamo preoccupati per la cementificazione sulle coste -ha aggiunto ancora Quarchioni- vogliamo accendere i riflettori su abusi edilizi, ecomostri e illegalità che purtroppo sono una realtà anche nelle Marche. Nonostante tutto la situazione sembra però migliorata rispetto al 2008 e come ha rassicurato il presidente “abbiamo una costa di buona qualità”. Più duro il responsabile mare di Legambiente Marche Nino Lucantoni che sui ripascimenti artificiali ha ricordato come “ogni intervento provoca conseguenze, dovrebbero ricordarselo i nostri amministratori. I ripascimenti non servono, sono milioni di euro buttati”. Intanto Legambiente ha annunciato un blitz a sorpresa per lunedì, in una località del sud delle Marche. E poi via verso l’Abruzzo per proseguire la navigazione che toccherà altre sedici località italiane.

 

Da teoria filosofica a scienza: i passi avanti dell’agricoltura biodinamica

da Anconainforma.it

agricoltura

Jesi (Ancona) - Non più mera teoria filosofica, bensì una materia di studio con proprie peculiarità scientifiche. E’ l’agricoltura biodinamica al centro del convegno, organizzato dalla Regione Marche in collaborazione con Amab, Assam e l’Associazioine omonima regionale dal titolo “La fertilità del suolo e le radici dell’agricoltura biodinamica”, che si è tenuto questa mattina (3 luglio, ndr) a Jesi presso il Centro Agrochimico dell’Assam.
L’incontro ha costituito un momento divulgativo importante per illustrare i risultati sullo stato attuativo del progetto di ricerca regionale (legge 37) messo a punto dalla Facoltà di Agraria dell’Università Politecnica delle Marche, che ha avuto inizio nel 2006 e che terminerà nel 2010. “Dai risultati emerge - ha dichiarato Enzo Polidori, direttore regionale dell’Assam - che la visione biodinamica all’agricoltura non rappresenta più solo una filosofia di pensiero, bensì un sistema produttivo utilizzabile, gestibile anche nel contesto agricolo marchigiano”.
L’agricoltura biodinamica è contraddistinta da una visione olistica e dunque complessiva dell’agricoltura e trae origine nel 1924 in Germania da alcuni seminari del Dott. Steiner. L’idea di partenza dello studioso tedesco - che rimane ancora oggi determinante e basilare – è quella di rispettare i cicli della sostanza organica, della vita e del cosmo. “Il benessere dell’uomo dipende dalla forza vitale che ha il cibo di cui si nutre - ha detto Davide Neri dell’Università Politecnica delle Marche - e in quest’ottica l’agricoltura assume un ruolo determinante, capace di gestire l’ambiente che sta intorno”.