Il business dietro all’Earth Day
Posted in Consumo responsabile, Sostenibilità on 04/22/2010 11:10 pm by Ilaria Traditida La Stampa.it

Era il 22 aprile del 1970 quando 20 milioni di americani, in risposta ad un appello lanciato dal senatore Gaylord Nelson, parteciparono a una storica manifestazione per difendere il Pianeta. Quarant’anni dopo il mondo si mobilita ancora. E da Washington a Kabul, da Pechino a Parigi, sono milioni le azioni “verdi” in programma. E anche gli eventi non mancano. Ecologisti e non, fanno a gara per partecipare ai concerti del National Mall e del Circo Massimo. Online, poi, oltre 5mila persone compieranno oggi una buona azione a sostegno dell’ambiente.
Ma lo spirito è davvero lo stesso dei primi pionieri? Sul web digitando “Earth Day” spuntano diversi siti che pubblicizzano gadget ecologici di tutti i prezzi. E anche le aziende cavalcano l’onda ambientalista lanciando nuovi prodotti “bio”. Così dal cibo ai giocattoli, tutto sfrutta il “nome” della Terra. Come riporta il New York Times, Bahana Umbrella ha messo in vendita uno speciale ombrello “dotato di un meccanismo in grado di riciclare l’acqua piovana”. Gray Line, un’agenzia che organizza visite turistiche a New York, sta promuovendo un tour “Earth Week” “per scoprire le meraviglie del giardino botanico e dei mercati dei fiori”. Anche la F. A. O. Schwarz, un’azienda di giochi per bambini, ha presentato al pubblico il suo nuovo peluche: un pinguino realizzato con fibre di soia che dà ai più piccoli “insegnamenti verdi”. «Tutto questo ridicolo marketing ha fatto perdere di vista il concetto di quello che è davvero “verde”», dice said Denis Hayes, coordinatore nazionale del primo Earth Day. «E’ tragico» conclude l’ecologista.
Su Internet c’è chi si affanna a comprare le bottigliette fatte interamente con materiale riciclabile e chi grida sui social network il proprio dissenso per l’eco-consumismo dilagante.