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Milo Manara espone alla Mole di Ancona

Fellini e Manara uniti dal Sogno. Un sogno che diventa memoria e pellicola per il regista riminese, un sogno che si trasforma in arte sulle tavole del maestro veronese, esposte da ieri nella sala Viani della Mole Vanvitelliana di Ancona. Ma cosa lega i due artisti?

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Una magica casualità e una grande incompiuta, “Il viaggio di G. Mastorna detto Fernet”, soggetto cinematografico che Fellini mai realizzò e che Manara ha trasposto in tavole (protagonista il volto di Paolo Villaggio) adesso esposte fino al 15 agosto negli spazi del Lazzaretto, ma anche in questo caso mai pubblicate interamente.

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Una storia a fumetti, il regalo di compleanno di Manara a Fellini nel 1985, tanto è bastato per far avvicinare il disegnatore al regista, al tempo impegnato nelle riprese di “Ginger e Fred”. Circa 50 le tavole esposte, in un percorso curato da Napoli Comicon, affiancate da quelle degli ex allievi della scuola di Comics di Jesi. “Il rapporto con Fellini è stato di amicizia e di adorazione da parte mia -ha rivelato Manara che ha incontrato il pubblico in presenza del sindaco Gramillano e dell’assessore alla Cultura Nobili- lui non raccontava la Storia, raccontava i sogni”. E ancora: “Di solito non c’è niente di più noioso del racconto di un sogno, fatta eccezione per Kafka e Fellini”. Manara snocciola aneddoti e avventure. Rivela la storia del cappello, da cui il regista non si separava mai, donato da un mago in un negozio di Torino.

A unirli la passione per le donne, così diverse quando prendevano la matita in mano per tracciarne i contorni sul foglio, così simili nella realtà. “Le gigantesse di Fellini fanno parte della dimensione della memoria -spiega Manara- ma quando, da bravi vitelloni, ci mettevamo seduti da Canova in piazza del Popolo per commentare le passanti e fare congetture sui loro corpi, ci trovavamo perfettamente d’accordo”. Manara ha indicato Tornatore come unico, possibile raccoglitore dell’eredità del maestro (“un’eredità pesantissima”) e ha elogiato la città dorica. “Conoscevo Ancona solo per il porto, mi ero imbarcato spesso per la Grecia -ha detto- trovo un’ottima operazione quella del recupero degli spazi per l’intrattenimento culturale”.  “Attenzione però -conclude ironico -non vorrei che si pensasse al fumetto come a un prodotto culturale”.

 

Nuovi poveri, aumentano le richieste ai servizi sociali del Comune

Si delineano di giorno in giorno i contorni drammatici della crisi mondiale che ha colpito l’Italia e così anche il capoluogo. E’ allarme per le nuove povertà, adulti, famiglie e anziani che non riescono più ad arrivare alla terza settimana e sempre più spesso si rivolgono ai servizi sociali del Comune.

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I dati indicano che i nuovi poveri sono in aumento -spiega il dirigente ai Servizi Sociali Franco Pesaresi- e si rivolgono ai nostri uffici per avere un aiuto nell’affrontare le spese di routine”. In testa alle richieste di chi ha perso il lavoro o di chi si è visto mettere in cassa integrazione, soprattutto contributi per pagare l’affitto di casa o l’assegnazione di alloggi popolari per quanti hanno subìto procedure di sfratto per morosità. Ma in tanti chiedono contributi anche per pagare le bollette, per la spesa o per la scuola dei figli. “Eppure i dati sono contraddittori -prosegue Pesaresi- il Comune ha aperto un bando per erogare contributi a chi è in difficoltà e abbiamo ricevuto solo quattro richieste”. Il bando prevede aiuti economici e assistenza per famiglie a basso reddito (lavoratori in mobilità o in cassa integrazione con figli a carico) ed esenzione dal pagamento di alcuni servizi tra cui asilo, scuolabus e mensa scolastica. Secondo le stime del Comune sono almeno un 20% in più le persone in condizione di indigenza che si rivolgono ai distretti sociali e all’Ufficio di promozione sociale per far fronte alle ristrettezze economiche che impediscono di pagare l’affitto o di fare la spesa. “Potrebbero essere anche di più -afferma Pesaresi- perchè il fenomeno riguarda anche molti immigrati, magari non in regola, che una volta perso il lavoro si ritrovano in condizioni di povertà che non vengono registrate”. Un altro doloroso capitolo della crisi riguarda quel 25% di popolazione anziana della provincia (1 su 4) che fa sempre più fatica a mantenersi con la sola pensione. “Il problema degli anziani -spiega Pesaresi- è legato alla scarsa autosufficienza più che alla povertà”. Spesso infatti gli ultrasettantenni non più autosufficienti hanno l’esigenza di mettersi in casa una badante o qualcuno che si occupi della loro assistenza. Ecco che la pensione non basta e tutta la famiglia accusa il colpo di dover far fronte a spese impreviste. Nei giorni scorsi è arrivato anche l’allarme dei sindacati Cgil, Cisl e Uil i quali, per cercare di tamponare la situazione critica in cui versa la categoria dei pensionati, hanno rivolto un appello alla Provincia chiedendo di contenere l’aumento delle tariffe dei servizi pubblici locali, con agevolazioni per gli ultrasessantacinquenni e i disabili.